
Muramass radiante
Malta pronta per massetto radiante
Per superfici radianti
Disponibile con fibra
Elevato spessore
Alta resistenza meccanica
Resiste al gelo
Per esterni
Per interni
OTTIMA CONDUCIBILITÀ TERMICA
RITIRO CONTROLLATO
ECCELLENTE LAVORABILITÀ
OTTIMA RESISTENZA MECCANICA
RITIRO CONTROLLATO
ECCELLENTE LAVORABILITÀ
OTTIMA RESISTENZA MECCANICA
Prodotto
Massetto cementizio fibrorinforzato pronto all’uso ad elevata conducibilità termica specifico per la realizzazione di pavimentazioni radianti. Fibre metalliche inossidabili e speciali inerti conduttivi assicurano la realizzazione di sistemi riscaldanti e raffrescanti con ottima efficienza energetica.
Campi di Applicazione
Impianti di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, pavimentazioni interne ed esterne di civili abitazioni, terrazze, balconi, coperture piane, lastrici solari, laboratori, locali commerciali.
Preparazione Prodotto
Immettere in betoniera c.a. 2-2,25 litri di acqua pulita per ogni sacco da 25kg, mescolare per almeno 3-4 minuti fino a raggiungere una consistenza “terra-umida”. Per un impasto ottimale e con produttività elevate si consiglia di utilizzare impastatrici in continuo (pompe per massetti o a coclea). Dosaggi eccessivi d’acqua d’impasto possono allungare i tempi di asciugatura, portare a resistenze inferiori, cavillature e ad effetti di bleeding superficiale; se inferiori espongono il massetto al rischio di “bruciature” e spolveramenti. È necessario valutare attentamente, oltre la consistenza dell’impasto anche le altre condizioni di cantiere. Con temperature più elevate, può essere opportuno aumentare leggermente la quantità di acqua ed in inverno diminuirla. Non allungare i tempi di miscelazione. L’impiego di tradizionali pompe per massetti può richiedere comunque un maggiore quantitativo di acqua d’impasto del materiale.
Preparazione del Supporto
Massetto ancorato: il fondo su cui intervenire dovrà essere pulito, asciutto, e privo di materiali estranei. Controllare la solidità e la stabilità del fondo, non trascurando la presenza di eventuali ristagni d’acqua accidentali, che dovranno essere rimossi. In corrispondenza del perimetro del locale di posa ed attorno a pilastri e colonne, posizionare del materiale comprimibile (ad esempio polistirolo o bandella) prima del getto. Realizzare le fasce di livello con il prodotto miscelato, stendere l’impasto e costiparlo accuratamente. Livellare la superficie con una staggia verificando che non vi siano differenze di quota. Lisciare con frattazzo di plastica fino ad ottenere una superficie sufficientemente chiusa. Per spessori superiori a 4 cm è necessario annegare una rete elettrosaldata (maglia 30x30 mm) posizionata ad una quota pari a circa la metà dello spessore da realizzare. In corrispondenza di canalizzazioni è consigliabile rinforzare il massetto con una rete metallica, i massetti di spessore inferiore a 4 cm devono essere sempre realizzati in ancoraggio al supporto utilizzando una boiacca (MURAFLEX S1). Applicare la boiacca fluida con un pennello o con una spatola liscia e versare l’impasto con la tecnica “fresco su fresco”. Massetto non aderente o desolidarizzato: tendere sul supporto una barriera impermeabile al vapore (ad esempio foglio di polietilene o PVC), evitando la formazione di sacche d’aria, sovrapporre i teli per almeno 20 cm l’uno sull’altro per garantire la continuità della barriera. Può essere prevista un’armatura (rete da 2 a 5 mm massimo e maglia da 5x5 a 20x20 cm) per favorire la distribuzione dei carichi. Massetto galleggiante: sono realizzati interponendo tra il massetto stesso e il supporto, uno strato separatore orizzontale comprimibile (pannelli isolanti, feltri ad alta grammatura fonoassorbenti). La necessità e la tipologia della rete di armatura va determinata in funzione dello spessore finale del massetto, della destinazione d’uso dei locali e delle caratteristiche della membrana o dell’isolante presente sotto il massetto. Può essere prevista un’armatura (rete da 2 a 5 mm massimo e maglia da 5x5 a 20x20 cm) per favorire la distribuzione dei carichi. Posa su impianto radiante: lo spessore del massetto rispetto la quota più alta dell’impianto radiante (tubi o fungo) dovrà essere almeno di 3 cm, in tali condizioni non risulta necessaria la rete di armatura (fatto salvo diverse specifiche da parte del fornitore dell’impianto o destinazioni d’uso commerciali e ambienti con particolari sovraccarichi).
Applicazione
Stendere il materiale impastato, compattarlo bene, livellarlo con staggia e rifinirlo con frattazzo o macchina a disco rotante. In caso di interruzione del getto è importante realizzare un giunto di costruzione che deve essere eseguito con taglio netto verticale per tutto lo spessore e per tutto il suo sviluppo. Si dovranno prevedere soluzioni – per esempio l’uso di barrotti o rete – per limitare gli imbarcamenti e collegare la porzione realizzata successivamente. La fase di compattazione deve essere eseguita con particolare attenzione perché da questa operazione dipendono le resistenze meccaniche del massetto. L’umidità residua deve essere misurata esclusivamente con l’ausilio di un igrometro a carburo.